I curdi in Siria da che parte stanno?

Articolo pubblicato originariamente su SiriaLibano. Riflessioni sulla divisione dello scenario politico curdo-siriano. Lo pseudonimo Shanar copriva l’identità dell’attivista curda Hervin Ose (Movimento del Futuro), attualmente ‘in salvo’  all’estero.

Siria, i curdi da che parte stanno?

18 NOVEMBRE 2011

pyd militants(di Diego Caserio) In Siria la comunità curda rappresenta il gruppo etnico più consistente dopo gli arabi, tra 1.5 e 2 milioni concentrati soprattutto nella regione nord-orientale di al-Hasake, pari a quasi il 10% della popolazione.

Il regime bathista reprime ogni forma di riconoscimento dell’identità curda, in ossequio all’ideologia arabo-nazionalista, che definisce le istituzioni della Repubblica araba siriana. In quest’ottica si comprendono i vari soprusi di cui sono stati oggetto, come lo status di apolidi di circa 300.000 curdi dell’Hasake, registrati come “stranieri” (ajanib) da un censo condotto nel 1962 e la campagna di arabizzazione demografica delle aree curde promossa negli anni ’60 dal governo.

L’8 aprile 2011, a qualche settimana dall’inizio della rivolta, Il presidente Bashar al-Asad ha concesso la cittadinanza agli “stranieri” dell’Hasake, ma il provvedimento non é stato sufficiente a tenere i curdi lontani dalle manifestazioni anti-governative.

Shanar vive tra Damasco e Qamishli (Hasake), impegnata da anni come attivista del partito clandestino curdo Movimento del Futuro (Tayyar al-Mustaqbal), ha conosciuto la brutalità delle forze di sicurezza in carcere. La sua storia é emblematica delle divisioni interne allo scenario politico curdo e di quelle che lo separano dall’opposizione araba.

Il leader del Movimento del Futuro, Mishaal Tammo, é stato assassinato il 7 ottobre, lasciando ben pochi dubbi sull’identità dei mandanti. Il governo di al-Asad ha finora limitato la repressione nelle zone curde, timoroso di aprire un fronte difficilmente controllabile, capace di contare sull’eventuale supporto delle milizie curde turche e irachene. Perché avrebbe dunque deciso di colpire proprio Mishaal Tammo in un momento così delicato?

Il Movimento del Futuro, nonostante si tratti di uno dei partiti più giovani (2005), con un seguito tra le nuove generazioni, si è affermato come l’unica fazione disposta ad anteporre la causa rivoluzionaria siriana alle rivendicazioni specificamente curde, anche al costo di collaborare con la Turchia. Lo stesso Tammo era tra i fondatori del Consiglio nazionale siriano (Cns), l’istituzione creata a settembre sotto l’egida turca dall’opposizione araba espatriata e boicottata dagli altri undici partiti curdi siriani.

Tra questi ultimi, incide il peso del Pyd, la sezione siriana del Pkk di Ocalan, opposta ad ogni forma di collaborazionismo con Ankara e storicamente legata al regime siriano in funzione anti-turca.  ”Il Pyd non tollera che si invochi la caduta del regime nelle manifestazioni e ricorre alla violenza per mettere a tacere chi la pensa diversamente,” mi rivela Shanar infuriata, “sono stati loro ad uccidere Tammo!”.

Gli altri undici partiti curdi, mi fa notare Shanar, non parlano di ‘rivoluzione’ (thawra) nei loro comunicati ufficiali, ma si limitano al termine ‘proteste’ (ihtijajat). Solo di recente, altri due partiti curdi siriani, lo Yekiti e l’Azadi, hanno invocato esplicitamente la caduta del regime. Secondo Shanar, gli interessi della Siria post-rivoluzionaria, legittimano il supporto di qualsiasi potenza estera, persino la Turchia. “Abbiamo sempre aiutato i profughi curdi provenienti dalla Turchia e dall’Iraq, ora dove sono i partiti curdi di questi paesi, quando siamo noi ad aver bisogno di loro?”

Per appurare la fondatezza delle accuse di Shanar, ho voluto incontrare un militante del Pyd, Amed, architetto di Damasco con un passato da guerrigliero. La sua prospettiva e` diametralmente opposta sui rapporti con i vicini curdi, verso i quali, prima di tutto, bisognerebbe dimostrare solidarietà di fronte all’offensiva militare turca nel Kurdistan iracheno. “Come possiamo parlare di alleanza con un’opposizione araba e un Movimento del Futuro che sventolano bandiere turche e fondano un Consiglio Nazionale a Istanbul, mentre l’esercito di Erdogan bombarda il nostro popolo in Iraq?” Amed non tollera alcun tipo di insinuazione contro il suo partito, che ha distribuito aiuti umanitari a Dar’a, la città meridionale della Siria posta sotto assedio militare alla fine di aprile.

“Shanar ci accusa di sventolare le bandiere del nostro partito, e non quelle siriane, durante le manifestazioni?”, è la domanda retorica di Amed, “le bandiere sono un simbolo delle nostre capacità di mobilitazione e delle rivendicazioni curde assenti nei programmi del Movimento del Futuro.” Nelle parole di Amed è evidente la priorità delle istanze curde su quelle della rivoluzione siriana: “Chiederemo la caduta del regime, quando verrà organizzata una conferenza in Siria, nella quale l’opposizione araba sottoscriva le rivendicazioni del popolo curdo, ovvero i diritti culturali e linguistici, un governatore curdo nell’Hasake, il ritorno dei nostri espatriati.”

Una simile divisione fornisce tempo prezioso al regime di al-Asad. Tammo é stato ucciso perché era una figura scomoda, disponibile a ridimensionare la specificità curda in favore di un avvicinamento all’opposizione araba. Le proteste di massa che hanno caratterizzato il suo funerale avranno comunque conseguenze limitate, non potendo contare sul peso politico-militare del Pyd-Pkk.

Quest’ultimo, nonostante la legittima insistenza sul rifiuto dell’appoggio turco e sulle rivendicazioni curde, rischia di ridiventare uno strumento di pressione su Ankara nelle mani di Damasco. Alcuni segnali arrivano dalla cattura del tenente colonnello Hussein Harmoush, leader dei disertori siriani fuggito in Turchia, che si dice sia stato consegnato alle autorità siriane in cambio di alcuni guerriglieri del Pkk e dalla recente escalation di attentati realizzati dal partito di Ocalan in Turchia. Che si tratti di una coincidenza? Ciononostante, il Pkk, memore di quando Damasco espulse Ocalan, causandone la successiva cattura, potrebbe anche decidere di privilegiare l’unità curda agli interessi degli Assad.

Ho ricevuto una mail da Shanar qualche giorno fa, in cui accusava il Pyd-Pkk di volerla assassinare. L’ultimo messaggio di risposta proveniente dal suo cellulare mi é stato scritto da qualcun altro: “Darò fuoco a te, al Dio curdo e a quel popolo di cani che sono i curdi.” Se dovesse morire anche Shanar, l’ipotesi che il Pyd-Pkk collabori con il regime diventerebbe sempre più credibile, allontanando ulteriormente la nascita di un movimento curdo coeso.

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